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Cristina Vignolini scrive in rappresentanza dei Segretari dei giudici

Il WCO 2015 visto da ... vicino.

Giudici e segretari

 ... tre giorni trascorsi ai tavoli di bordo ring, gli occhi puntati sulla prestazione del concorrente del momento, attenti a non perdere l'attimo (e talora era veramente solo un attimo) in cui i giudici levavano in alto il famigerato punteggio, nero su bianco, spesso lontano e, quel che è peggio, sempre controluce. Insomma, non un compito forse da addetti ai lavori, ma sicuramente da 'occhi di lince'.

 

Ed è stata proprio l'attenzione indispensabile a non perdere di vista il 'voto', che ci ha mantenuti concentrati , noi 'colletti bianchi', sulle prestazioni che via via si svolgevano in campo, trasformando quello che poteva sembrare un compito ripetititvo, ed anche un po' noioso, in una esperienza avvincente.

Abbiamo vissuto performances di altissimo livello, italiane e non, con partecipazione ed emozione, ci sentivamo un po' concorrenti, tesi ed emozionati, un po' pubblico, entusiasmati e, perchè no, a volte commossi. Tutti hanno scritto di questi mondiali, molto è stato detto; ma che dire delle intese tra i cani ed i loro conduttori, che sfioravano la perfezione, delle comunicazioni lievi, che solo gli addetti ai lavori riuscivano a volte a cogliere, dell'emozione e della gioia dei conduttori, e, soprattutto, degli occhi, grandi, dei cani.

Sono tornata a casa con rinnovato entusiasmo per quella che è, senza alcun dubbio, una delle più belle e nel contempo più difficili discipline cinofile, certa che la difficoltà maggiore stia, al di là del possedere le indiscutibili abilità tecniche necessarie, nel costringerci a testare costantemente quanto di genuino ci sia realmente nel rapporto di ognuno di noi con il proprio cane.
Il resto... è noia.

 

Tags: mondiale 2015

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